Cibo sostenibile: le regole dell’antispreco
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Cibo sostenibile: le regole dell’antispreco

Cosa vi viene in mente quando sentite parlare di cibo sostenibile? La FAO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, definisce il sostenibile quel cibo che ha un basso impatto ambientale e al tempo stesso soddisfa le linee guida nutrizionali. Esso rispecchia un tipo di alimentazione economica, accessibile e culturalmente accettabile nel rispetto della biodiversità.

A fronte dei cambiamenti climatici che stanno interessando il nostro pianeta, il tema dell’alimentazione sostenibile è diventato sempre più ricorrente negli ultimi anni tanto che si è giunti a parlare di una vera e propria “dieta sostenibile”. Ma in cosa consiste quest’ultima? La dieta mediterranea è un classico esempio di sostenibilità perché prevede un elevato consumo di verdura, legumi, frutta secca, olio d’oliva e cereali, un moderato consumo di pesce e prodotti caseari (specialmente formaggi e yogurt) e un ancor più moderato consumo di carne rossa, carne bianca e dolci.

Il concetto di sostenibilità alimentare si ricollega a quello dello spreco. Si parla a tal proposito di “cucina circolare” o “cucina antispreco”, ovvero quella in cui di un ingrediente non si butta niente. Di solito, infatti, tendiamo a scartare alcune parti di alimenti perché non li riteniamo abbastanza “nobili” ma in molti casi si tratta solo di convinzioni e preconcetti – spiega Claudio Sadler, chef bistellato e direttore scientifico di METRO Academy. Tra le cause principali che portano questi alimenti nella spazzatura vi è il raggiungimento o il superamento della data di scadenza (46%) mentre per il 26% è il cibo risulta semplicemente “non più gradito”.

Come possiamo allora convertire in azioni concrete le nostre buone intenzioni antispreco?
Come prima cosa occorre ricordare di acquistare solo gli alimenti necessari. La seconda regola è quella di riutilizzare gli avanzi. Ecco alcuni esempi: innanzitutto possiamo iniziare a considerare i ritagli e le pelature delle verdure come ingredienti per la preparazione di gustosissimi brodi o per realizzare altre polveri, molto utili in cucina che andranno poi a decorare i piatti, dandogli un tocco di sapore in più. Le foglie esterne dei finocchi, ad esempio, possono essere utilizzate per realizzare un tatin così come la buccia e i semi della zucca possono essere usati per preparare una zuppa.

Per non parlare degli infiniti usi del pane avanzato: uno degli usi più frequenti è quello di farne del pangrattato, ma per variare potete preparare briciole aromatizzate, basta tagliare il pane a cubetti, saltarlo in padella con olio e aromi vari e farlo poi essiccare in forno per circa 1 ora a 80 gradi. A questa base di pane si possono poi aggiungere altri ingredienti come acciughe e olive o pomodori semi-secchi e origano. Per non parlare delle gustose polpette di pane che possono essere cucinate aggiungendo al pane raffermo semplici ingredienti quali: latte, uova, parmigiano sale, pepe e un ciuffo di prezzemolo. Se invece cucinate il pesce non buttate le teste, ma usatele anche in questo caso per preparare un brodo che magari vi tornerà utile per insaporire altre ricette come una pasta o un risotto.

Sapevate che la verdura, oltre ad essere l’alimento maggiormente sprecato è, al tempo stesso, quello che più si presta a innumerevoli rivisitazioni anti-spreco? Oltre ai brodi vegetali le verdure, se bollite, possono anche essere utilizzate per preparare ottime zuppe, vellutate o creme. Se invece preferite mantenere intatta la consistenza e guadagnare quel tocco di creatività in più, perché non utilizzarle nella creazione di una buonissima frittata. Esiste poi la variante fritta delle verdure…. Ad esempio le bucce di patate fritte si prestano ad essere uno sfizioso accompagnamento per tantissime tipologie di piatti accompagnate dalle Salse Ortolina. 😊

E con la frutta? Anche in questo caso le soluzioni sono tantissime: con le mele mature non può mancare una gustosissima torta di mele oppure, più in generale, una torta di frutta. Se avete a disposizione bucce di arance, potrete preparare un ottimo infuso di arancia e melissa altrimenti, una valida alternativa all’utilizzo della frutta un po’ più matura, è la realizzazione di gustose marmellate fatte in casa.

Insomma, qualsiasi ingrediente avanzato può essere riutilizzato in cucina e adattato ad una nuova ricetta nel rispetto del gusto e dell’ambiente. E voi quale avete sperimentato?

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